Ciclabile E6/Eurovelo 7
Ciclabile E6/Eurovelo 7

Informazioni:

Partenza – Arrivo:
Peschiera d/G – Mantova
Lunghezza tratto: 45 km

Da Peschiera a Mantova
Da Peschiera a Mantova, radure, boschi e laghetti costeggiano il transitare di una delle più popolari Eurovie Ciclabili a cavallo fra Veneto e Lombardia

Il punto di partenza di questo percorso si trova a Borghetto sul Mincio, sotto la rocca del Ponte Visconteo, da cui è possibile scegliere se proseguire in direzione Nord, verso Peschiera d/G, o Sud, verso Mantova. Scegliendo la prima direzione: una cortina d’asfalto comoda e agevole costeggia la riva sinistra del Mincio, ispirando ogni avventore, grande o piccolo, con il suo spettacoloso scorrere, segnato da interminabili filari di Pioppi.

Nel tratto iniziale è possibile trovare un Percorso Salute, costituito da 12 postazioni attrezzate per un completo training atletico. Attraversando poi la Diga idroelettrica, sulle sponde della Località ove Papa Leone I fermò Attila l’Unno, si giunge per direttissima sul Lago di Garda. L’intero perdurare del sentiero non presenta particolari difficoltà ed è praticabile da tutti, grandi e bambini. Ideale anche per passeggiate e pattini.

Spendendo muscoli, invece, verso Sud, passando per la zona collinare di Volta Mantovana e Pozzolo, il percorso s’affusola in direzione della Mantova dei Gonzaga e, all’altezza di Marengo, perde di riferimento e definizione in una più frizzante sfida sullo sterrato, staccandosi dal letto del Fiume. Il percorso guidato a questo punto conduce a Maglio, fra Goito e l’omonimo Naviglio, da cui è possibile un’agile deviazione verso l’interessante Parco delle Bertone. Si percorre quindi la strada che costeggia il Diversivo del Mincio fino a Soave, ove è possibile lanciarsi in un’ulteriore deviazione verso Bosco Fontana, uno dei nuclei naturalistici più importanti del mantovano. Il tratto finale dell’itinerario è agevolato da un sistema di piste ciclabili che si avvinghia attorno ai laghi di Mantova e conduce dritti nel cuore della città.

45 Km senza alcun dislivello significativo e al riparo dall’arsura estiva, che pennellano il confine fra il Veneto e la Lombardia, procurando lo svago cui ogni rotta cicloturistica aspira.