I Borghi della Lombardia
I Borghi della Lombardia

Informazioni:

Valeggio sul Mincio e Borghetto si trovano al confine tra Veneto e Lombardia. Nel Club dei Borghi più Belli d’Italia di quest’ultima regione vi sono alcune località…

I Borghi più belli d'Italia in Lombardia

Valeggio sul Mincio e Borghetto si trovano al confine tra Veneto e Lombardia. Nel Club dei Borghi più Belli d’Italia di quest’ultima regione vi sono alcune località facilmente raggiungibili dal nostro paese e che meritano un’escursione da parte dei turisti che, con poco a tempo a disposizione, non vogliono rinunciare alla visita di luoghi autentici e legati alla tradizione.

Il borgo fortificato di Castellaro si specchia nel suo laghetto a forma di cuore, un angolo dell’anfiteatro morenico gardesano che è stato oggetto di attente cure da parte dell’amministrazione. Si sono salvate le antiche mura guelfe, la pavimentazione in pietre di fiume, i sassi a vista della canonica e delle case: come di quella avvolta dai rampicanti, di fronte a villa Arrighi-Tacoli, che non ci si stancherebbe mai di guardare perché rimasta intatta dal Duecento.  A Monzambano, capoluogo del borgo, merita una visita il castello medievale (XII-XIII secolo) la cui costruzione originaria sarebbe contemporanea alla calata degli Ungari. Al suo interno vi è la settecentesca chiesa di San Biagio, di probabile origine romanica.

La Gardone pre-dannunziana era una stazione climatica di fama internazionale, grazie alla clientela nordica e mitteleuropea, soprattutto austriaca, che veniva a trascorrere l’inverno sulle miti sponde del Garda. Da vedere, sul lungolago, progettato nel 1909 come Kurpromenade della stazione climatica, Villa Acquarone, Villa Turati, Villa Turati Ruhland e la scenografica Villa Alba, con la sua monumentale scalinata. Di fronte, la torre-belvedere di San Marco, trasformata da Gabriele D’Annunzio nel 1925 in stile veneziano-militare. In collina, il borgo più intatto è Gardone Sopra, dove si trovano il palazzo Comunale, la chiesa settecentesca di San Nicola con i due notevoli dipinti di Zenone Veronese e Carletto Caliari, e il Vittoriale.

  • Grazie (Mantova) – Un santuario tra i fiori di loto

Il nucleo storico di Grazie è rappresentato dal santuario della Beata Maria Vergine delle Grazie e dagli edifici posti sul perimetro della piazza antistante. La parte più antica è quella delle abitazioni a schiera in via Madonna della Neve, nelle quali si riconosce – nonostante le trasformazioni avvenute – la cellula originaria che diede luogo nel tempo alle varie tipologie edilizie. Case di pescatori, dunque, e case sorte dalla chiusura dei portici che contornavano la piazza, come quelle sul lato destro della stessa, che ospitavano botteghe e ricoveri per i pellegrini. All’ingresso della piazza si nota un edificio liberty, palazzo Sarto.

  • Sabbioneta (Mantova) – La città ideale del rinascimento

Si entra da porta Vittoria (1567) e si svolta in via dei Serviti per arrivare alla chiesa dell’Incoronata (1586-88) che ospita il mausoleo di Vespasiano con la statua in bronzo del duca realizzata da Leone Leoni. Pochi passi, e ci troviamo in piazza Ducale, delimitata a sud da un portico ad arcate che culmina a ovest nello scorcio angolare del Palazzetto del Cavalleggero, e a nord dalla chiesa dell’Assunta, iniziata nel 1578, riqualificata nel 1767 con decorazioni di gusto rocaille e impreziosita dalla cappella settecentesca opera di Antonio Galli Bibiena. Occupano i lati corti della piazza il palazzo della Ragione, antica dimora della Comunità e del vicario ducale, e il palazzo Ducale, centro della vita pubblica del piccolo Stato di Sabbioneta e primo tassello dell’ambizioso programma architettonico di Vespasiano Gonzaga. In piazza San Rocco visitiamo la secentesca chiesa di San Rocco e, al secondo piano di un gruppo di case dell’antico agglomerato ebraico, la sinagoga (1824), nella cui volta a vela si conservano gli stucchi realizzati dallo svizzero Pietro Bolla (1840).

Si entra in San Benedetto dall’ingresso del monastero, che conserva i cardini dell’antico portale, e ci si trova nella maestosa piazza, rimasta intatta nelle dimensioni che aveva nel medioevo. La basilica abbaziale ci accoglie con la sua imponenza e la meravigliosa architettura che disegnò il genio di Giulio Romano, tra il 1540 e il 1545, riedificando – senza demolirle – le vecchie strutture romaniche e gotiche, e adottando soluzioni originali per far convivere i diversi stili architettonici in un insieme raffinato e omogeneo. Antecedente alla morte della contessa è l’oratorio di Santa Maria (fine XI – metà XII secolo), che è stato poi essere adattato alla chiesa maggiore nel momento della sua riedificazione (1130), secondo lo schema dell’oratorio di Santa Maria di Cluny. Un luogo di sicura suggestione è il chiostro di San Simeone in stile tardogotico, databile tra il 1458 e il 1480, dove si trovava il giardino dei semplici con le erbe medicinali per curare i malati. Il terzo chiostro, dedicato a San Benedetto e adiacente a un fianco della basilica, fu ricostruito intorno al 1450 nell’ambito del rinnovamento architettonico di Polirone sostenuto da Guido Gonzaga.

Chi dal lago guarda le case di Pieve allineate sull’orlo dell’altopiano, circa 400 metri più in alto del filo d’acqua, si chiede come possa una strada giungere fin là. Per secoli un ripido sentiero ha unito il porto al capoluogo, per secoli gli uomini hanno trasportato a spalla legna, carbone, olio, grano. Arrivati a Pieve, il panorama si apre. Posta sullo strapiombo roccioso, Pieve è il capoluogo di altre diciassette piccole frazioni sparse sullo splendido altopiano, che costituiscono il comune di Tremosine, uno dei più vasti della provincia di Brescia. Nel borgo è piacevole percorrere le stradine della parte alta e più antica, con la parrocchiale settecentesca dal bel campanile, che è ciò che resta della pieve romanica demolita intorno al 1570. Proseguendo, dal sagrato della chiesa in pochi passi si arriva in piazza Cozzaglio, da dove si ammira un meraviglioso panorama sul lago e sul Monte Baldo. L’edificio con fontana è l’antica sede comunale, mentre la casa al n° 7 di via Scala Tonda ha visto nascere Arturo Cozzaglio. Ma restano ancora luoghi da scoprire, come la chiesetta di Pregasio, iniziata nel 1564, l’eremo di San Michele nella omonima valle, i vicoli con i portici voltati di Arias e Voltino, e l’unica frazione a lago, Campione, con l’ex villaggio operaio, il palazzo Archetti e la chiesa di Sant’Ercolano.

Info e contatti su https://borghipiubelliditalia.it/lombardia/