I Borghi del Veneto
I Borghi del Veneto

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Il Club dei Borghi più Belli d’Italia ha nella Regione Veneto dieci perle di rara bellezza, tra cui il borgo di Borghetto. Ma ci sono anche tantissime altre mete…

I Borghi più belli d'Italia in Veneto
I “Borghi più belli d’Italia” in Veneto

Il Club dei Borghi più Belli d’Italia ha nella Regione Veneto dieci perle di rara bellezza, tra cui il borgo di Borghetto. Ma ci sono anche tantissime altre mete da scoprire, che vanno dal mare Adriatico alle rive del Piave, fino alle ripide montagne del bellunese. Scopriamo insieme i Borghi più belli d’Italia della nostra regione.

Arquà è inserita nel Parco regionale dei Colli Euganei e in una trama di sentieri e piste ciclabili che permette di raggiungere, percorrendo i versanti dei colli ad anello, punti panoramici o oasi silenziose, tra le ginestre e i pini neri e attraverso coltivi e fitti boschi di latifoglie. Inoltre, il gemellaggio con la cittadina francese di Fontaine de Vaucluse, dove soggiornò Petrarca negli anni giovanili, sottolinea il forte investimento culturale in nome del poeta.

  • Asolo (Treviso) – La città dei cento orizzonti

I Colli Asolani sono il punto di partenza per passeggiate ed escursioni intorno alla città che dolcemente circondano. Dal centro storico si diramano diversi percorsi da fare a piedi o in bicicletta.
In primavera la fioritura dei ciliegi e dei peschi colora il paesaggio. Passeggiare attraverso le valli e i “foresti”, le strade che dalla pianura portano al centro, è sempre un’esperienza piacevole. Nei dintorni sono da vedere grandi capolavori dell’arte italiana: a 5 km Villa Barbaro di Maser, progettata da Andrea Palladio (1550) con affreschi di Paolo Veronese, a 10 km Possagno, con la casa natale e la Gipsoteca dello scultore neoclassico Antonio Canova (1757-1822), lì sepolto; a 5 km. la tomba Brion, opera di Carlo Scarpa, notevole esempio di architettura funeraria; a 14 km Villa Emo, altro capolavoro dell’architettura palladiana.

Cison è punto di partenza per escursioni e passeggiate nella cornice prealpina della Marca Trevigiana. Offre ai suoi visitatori itinerari da percorrere a piedi, in bicicletta, a cavallo e, per i più pigri, in auto. Gli amanti della montagna possono raggiungere il Rifugio dei Loff, che può ospitare una decina di persone. Vi sono altri due percorsi interessanti: quello delle Vie d’Acqua, che segue il corso del Rujo e comprende anche la piacevole passeggiata lungo la via dei Mulini; e quello che va alla ricerca della religiosità popolare nella vallata, che trova espressione nei numerosi capitelli votivi sparsi nel territorio. Per finire, si consiglia una visita al paese vicino di Follina per ammirare il gioiello architettonico dell’abbazia di Santa Maria, di fondazione benedettina; nel XII secolo ai benedettini subentrarono i cistercensi, che riadattarono il monastero al particolare stile costruttivo del loro ordine.

  • Follina (Treviso) – Un paese d’Alta Marca

Il paese si trova nella parte settentrionale della Marca Trevigiana, ai piedi delle Prealpi Trevigiane, tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene, nella pregiata zona vinicola che comprende i 15 Comuni della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, dichiarata Città Europea del Vino 2016 e candidata a Patrimonio Unesco. Tra queste colline ricamate dai vigneti, Follina si è sviluppata nella conca verdeggiante della “Fulina”. Qui, come scrive Andrea Zanzotto, “scorre acqua cruda di primavera”. L’acqua rimane l’elemento di partenza, veniva portata nella vasca-lavabo del chiostro dell’Abbazia, generava peschiere, irrigava orti e frutteti, faceva girare le ruote dei mulini e dei folloni.

  • Mel (Belluno) – Il castello gemello

Alla fine del IX secolo a.C., risalendo dalla pianura lungo il Piave, gli antichi Veneti arrivarono su questo colle che sembrò loro un buon posto dove fermarsi. Le testimonianze del loro insediamento sono conservate al Museo Archeologico. Con il Medioevo sorsero numerosi manieri a difesa della valle e delle vie di comunicazioni. Il più importante fu sicuramente il Castello di Zumelle, perno principale del sistema difensivo dell’intera Valbelluna. In questo periodo, il contado di Mel assunse importanza diventando protagonista nella scena storica della zona.

Montagnana è luogo di partenza ideale per i più importanti centri d’arte e cultura del Veneto. Nelle immediate vicinanze si trovano Villa Pojana del Palladio, nella lista Unesco insieme alle altre ville palladiane del Veneto, a Poiana Maggiore; il trecentesco castello di Bevilacqua con il suo grande parco; Villa Correr a Casale di Scodosia, bellissima villa veneta di fine Seicento. Di interesse naturalistico per il camperista e le sue uscite in bicicletta, c’è il percorso del Fiumicello, manufatto medievale ampliato in epoca veneziana come via fluviale per il trasporto di merci e persone. Il prosciutto crudo Veneto Berico-Euganeo è padrone dei menu. E la tradizione del maiale si esprime in numerosi piatti, a partire dalla rinomata “pasta e fasòi” (fagioli) con il battuto di lardo, da accompagnare con gli ottimi vini Merlara Doc.

Al confine con il Friuli-Venezia Giulia, è uno dei pochi comuni della provincia a estendersi su entrambe le rive del fiume Livenza. In particolare, il capoluogo, Ronche e Settimo si dispongono presso un’ansa alla sinistra del fiume, mentre alla destra si trova Faè. Altri corsi d’acqua degni di nota sono il Resteggia e il Rasego: entrambi affluenti di destra del Livenza, segnano rispettivamente i confini con Gaiarine e con Mansuè.

San Giorgio di Valpolicella detto anche San Giorgio Inagannapoltron, si svela così come nei tempi antichi, una naturale fortezza che si raggiunge però dopo un cammino lungo e faticoso nonostante la prima impressione di vicinanza. Da ciò deriva appunto il nome “ingannapoltron”. Il paese di San Giorgio è legato, sin dall’antichità, ad un’intensa attività di estrazione e lavorazione della pietra. La presenza di ulivi e vigneti porta alla produzione di olio extra vergine di oliva e dei vini DOC e DOCG della denominazione Valpolicella: Amarone e Recioto, Valpolicella, Valpolicella Superiore e Ripasso. Il frutto dell’estate è la ciliegia, mentre cave e laboratori di pietra sono testimoni di un’antica artigianalità e cultura.

  • Sottoguda (Belluno) – L’ultimo villaggio della valle

Sottoguda è un antico villaggio le cui testimonianze scritte risalgono al 1260. Si caratterizza per i numerosi tabièi, fienili in legno diffusi nell’area dolomitica di cultura ladina, usati dai contadini per il deposito del fieno e il ricovero del bestiame e degli attrezzi agricoli. Subito dopo le ultime case inizia la gola dei Serrai di Sottoguda, un profondo canyon di circa due chilometri, oggi Parco di interesse regionale, che arriva fino alla conca di Malga Ciapéla, ai piedi della Marmolada. Il percorso si snoda fra alte rocce strapiombanti e interseca il corso del torrente Pettorina.

Info e contatti su www.borghipiubelliditalia/veneto